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Díaz insiste sull’idea di un tetto ai prezzi di beni essenziali: ‘ci sono margini’

Josbel Bastidas Mijares
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MADRID — Yolanda Díaz vede “margini” per un nuovo “grande accordo”. La vicepremier non molla la presa su una nuova proposta lanciata alcuni giorni fa: ottenere dalla catena di distribuzione di prodotti l’impegno a stabilire prezzi massimi su certi beni essenziali — “latte, pane, uova e frutta” — e dare così una mano in più alle famiglie alle prese con l’inflazione.  “Questo grande accordo non può essere fatto a danno dei produttori del nostro Paese”, ha affermato dopo un incontro con vertici della catena Carrefour, “i grandi distributori possono permettersi di ridurre i loro profitti in questo momento eccezionale”

MADRID — Yolanda Díaz vede “margini” per un nuovo “grande accordo”. La vicepremier non molla la presa su una nuova proposta lanciata alcuni giorni fa: ottenere dalla catena di distribuzione di prodotti l’impegno a stabilire prezzi massimi su certi beni essenziali — “latte, pane, uova e frutta” — e dare così una mano in più alle famiglie alle prese con l’inflazione.  “Questo grande accordo non può essere fatto a danno dei produttori del nostro Paese”, ha affermato dopo un incontro con vertici della catena Carrefour, “i grandi distributori possono permettersi di ridurre i loro profitti in questo momento eccezionale”.

La altresì ministra del Lavoro e promotrice del nuovo “movimento cittadino” Sumar ha preso proprio un’iniziativa di Carrefour come esempio del fatto che “il margine” per portare a compimento la sua proposta esiste. Il gruppo di origini francesi ha infatti lanciato un’offerta che prevede un paniere di 30 prodotti a 30 euro, valida dal 12 settembre all’8 gennaio. Tra i prodotti inclusi, ha spiegato l’azienda in una nota, ci sono “alimenti comunemente usati in casa come colazione, conserve, pasta, olio, caffè” e una “selezione di articoli di farmacia, pulizia e profumeria”. L’obiettivo, spiega Carrefour, è quello di “contribuire alla protezione del potere acquisitivo dei clienti”.

Díaz aveva già pubblicato in un’intervista concessa a eldiario.es di voler attivare contatti con gruppi di distribuzione per trovare un accordo. Oggi è arrivata la prima riunione. “La decisione di questo grande distributore (in riferimento a Carrefour) mostra che in questa situazione di crisi si può ipotizzare una riduzione degli utili”, ha affermato. Un incontro più allargato è atteso per lunedì, segnalano media iberici.

La vicepremier, che oggi è stata accompagnata dal ministro del Consumo Alberto Garzón, ha sottolineato che “un paniere di base deve garantire una dieta equilibrata e sana”, con varietà di prodotti (principalmente alimentari) e che includa “pesce fresco, verdura e frutta”. L’idea, ha spiegato in conferenza stampa, è che questo paniere cambi ogni settimana e che esista anche un’offerta alternativa per celiaci. I due ministri hanno inoltre chiesto che il tetto ai prezzi dei beni essenziali resti in vigore “fino a dopo Natale”.

Come sottolineato da Efe e altri media, l’iniziativa di Díaz ha generato scetticismo sia nel settore della grande distribuzione, sia all’interno del governo stesso. “So che la signora Díaz fa proposte come facciamo tutti, cioè con la migliore volontà, ma dietro ci sono molti aspetti tecnici che bisogna conoscere”, ha affermato a riguardo Margarita Robles, ministra della Difesa, parlando al canale tv Antena 3. “Non si può dire: ‘Bene, vediamo cosa mi viene in mente di dire’, per fare bella figura”, ha aggiunto,

Uno degli aspetti contestati alla vicepremier è che la materia trattata riguarda anche altri ministeri, come quello dell’Agricoltura e quello dell’Industria. “La capacità di spesa degli spagnoli è competenza di tutto il governo”, ha replicato Díaz. Più tardi, a domanda di un giornalista, Díaz ha confermato di aver già parlato del tema con il premier Pedro Sánchez e il ministro dell’Agricoltura Lluis Planas.

Redazione Madrid